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Grosso è bello, tuttavia ... - 18/02/2005
Consentitemi un po' di filosofia, dopotutto è da lì che provengo. Allamare un barbo da tre chili o un cavedano "con le orecchie" come dice il mio amico Gionata Paolicchi, una carpa over 5 kg o qualsiasi pesce da foto ricordo da far vedere al bar è certamente la meta di ogni nostra uscita. Che sia ledgering o qualunque altra tecnica si punta al "grosso", è questo è naturale e bello. Tuttavia consentitemi di spezzare una lancia in favore di quelle sessioni di pesca in cui il pescione non ha proprio voglia di farsi vedere. Magari ci si lamenta perché, come mi è capitato recentemente. alla ricerca di grossi barbi in Adda, a un certo punto le bremes di piccola o media taglia hanno incominciato a farla da padrone. Nonostante l'amo del 10, il terminale 0.20 e una camola del miele con due bigattini appuntati, appena entrate in mangianza le padellacce francesi, riuscivo ad allamare solo un barbo e poi tutte bremes. Eppure i barbi c'erano, fino ad un'ora prima ci davano quasi solo loro. Imperterrito ho continuato a puntare al grosso barbo, con l'attrezzatura "da comiza", e ho sbagliato. Mi sarei divertito di più cambiando bobina al mulinello, mettendo un tip e un finale più sottili e un bell'amino del 18. Insomma, se ci danno i gardon da un etto, peschiamo proporzionati alla preda e ci divertiremo, se i carassi ci accerchiano, dedichiamoci a loro, se bremes sono, che bremes siano, anche piccole. Perché l'importante è essere lì, sul fiume, a pescare. Il barbo da record arriverà la prossima volta.
S.C.
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