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ABC del ledgering - Parte 5: Postazione di pesca 15/01/2007

di Sabino Civita

 

 

La nostra è una tecnica statica. Statica nel senso che non si percorre la sponda di un fiume alla ricerca del pesce, come farebbe uno spinnigofilo o un moschista,  ma si cerca di attirare il pesce alla portata delle nostre esche. E quando questo riesce bene e i pesci continuano ad abboccare, costringendoci ad una bella ginnastica di braccia, ecco che il ledgering diventa una pesca molto, ma molto dinamica – pur restando sempre seduti nello stesso posto. E’ chiaro quindi che il ledgeringofilo “di lungo corso”, dopo alcune scelte sbagliate in fatto attrezzature e atteggiamenti di pesca, arrivi a farsi una postazione il più possibile comoda, funzionale e personalizzata. Io  - mi è già capitato di dirlo – sono un comodone. Ma c’è di peggio: in più sono anche un poco disordinato e questo mi impone di organizzare al meglio la mia postazione di pesca a ledgering con la maggiore attenzione possibile, disponendo il tutto nel modo migliore, affinché – nei limiti del possibile – una volta iniziato a pescare abbia tutto sottomano e non debba più alzarmi dalla mia postazione. Ma non basta che stiamo comodi noi: spesso  relegato ad accessorio secondario, un buon rod rest (appoggiacanna) ben saldo su un robusto palo bene infisso alla giusta distanza e alla corretta altezza fanno la differenza tra una sessione di ledgering difficoltosa ed una di successo. Vediamo.

Sedute

Tranne pochi casi in cui per raggiungere il sito di pesca bisogna scarpinare parecchio e, per forza di cose, è il caso di viaggiare il più leggeri possibile – caso questo in cui un leggero sgabellino pieghevole è la necessità che diventa virtù – restringerei a due risposte la domanda “dove mi siedo?” La prima risposta è: sedia da carpfishing, scelta fra le più leggere nel catalogo della marca che preferite, obbligatoriamente con le gambe regolabili, volendo anche con lo schienale regolabile in inclinazione (ma il peso di una sedia con schienale regolabile aumenta). Seconda risposta: panchetto (o paniere), non enorme e pesante (non deve sostenere una roubaisienne da 14.50 appoggiata ai pole rest), sicuramente con pedana e vassoio portatesche.

Se opterete per la sedia da carpfishing – comoda, più leggera da trasportare di un paniere e meno costosa -  necessario è, a mio parere, anche l’acquisto di un tavolino portatutto (io uso un Milo Bivvy Iron, con gambe regolabili, ma potrete trovare simili prodotti anche in casa FOX e Trabucco). Il panchetto invece viene spesso fornito completo di un praticissimo vassoio, offrendo la praticità del “tutto in uno” ed una ergonomia d’uso davvero notevole – ma con un maggior peso ed un considerevole ingombro ne trasporto, per non parlare.

Non mi sento proprio di dire quale dei due tipi di sedute sia meglio per il ledgering, troppo dipende, a mio parere dai gusti e dalle abitudini personali. Io una mia idea me la sono naturalmente fatta, e ritengo il panchetto più funzionale in sessioni quasi agonistiche, da “un pesce via l’altro”, con prede di piccole-medie dimensioni, attrezzature leggere, in cui i lanci e i recuperi si avvicendano quasi freneticamente -  mentre se pesco a method cercando carpe di taglia, o insidio i grossi barbi invernali o pratico sessioni notturne, oppure in tutte quelle occasioni (e sono la più parte) in cui la pesca è solo un relax e non voglio che prepararmi la postazione diventi una specie di trasloco, allora la mia fida, leggera sedia da carpfishing non me la leva di sotto nessuno. Tuttavia molto più importante del tipo di postazione è come ve la organizzerete per essere sempre in pesca nel modo migliore e più razionale, e per questo vi rimando ai Tips & tricks per quelle che sono le mie esperienze.

Rod rest

L’appoggiacanna per il ledgering si compone di due elementi: un palo telescopico, in genere di alluminio o acciaio, e il rod rest vero e proprio, di cui ne esistono moltissimi tipi differenti. Quelli che io preferisco sono il classico ledger rest a mezzaluna, con appoggio canna scanalato per lo scorrimento del filo, e il pratico e poco ingombrante rest basculante Kamasan (ma ne troverete di simili commercializzati da molte altre Case) a V, a mio parere molto più “grippante” ed idoneo a trattenere la canna se per caso un grosso pesce decidesse di tirarvela in acqua di sorpresa.

La lunghezza e la robustezza del palo sono importanti, non prendete nulla che non si estenda ad almeno un metro e mezzo e scegliete pali dal diametro non troppo sottili. Pali spessi un mignolo saranno anche molto “fini” a vedersi ma balleranno alla minima folata di vento, muovendo inesorabilmente la vostra canna e facendovi perdere le abboccate, e facilmente si piegherà diventando solo un pezzo di ferro inutilizzabile. Anche qui fondamentale è come e dove piazzerete il vostro rest. Che sia ben piantato e stabile è cosa che va da sé, quindi prima di piazzare sedia, tavolino, panchetto, nassa e quant’altro, cercate il luogo migliore dove mettere il palo appoggiacanna – e il resto disponetelo in funzione di quello.

Se opterete, o già possedete un panchetto, vi sono poi delle aste appositamente progettate per il ledgering da fissarsi al panchetto stesso, soluzione questa dalla massima stabilità indipendentemente dalla conformazione della riva del fiume e dalla sua composizione (trovare un posto dove infilare sul palo di rest in una prismata può essere un’esperienza decisamente irritante).

Tips & tricks

Eccovi qualche consiglio per cercare di prepararvi una postazione da ledgering il più possibile pratica e funzionale.

  • Sul vassoio-tavolino dispongo, prima di iniziare a pescare, i seguenti oggetti: slamatore, forbicine, scatolina a scomparti magnetici degli ami, due o tre bobine di filo da finali di diverso diametro, un paio di pasturatori di riserva, la scatola delle minuterie (perline, tubetti, antitangle, girelle … ), i contenitori di esche e pastura da usarsi per il riempimento del feeder e per l’innesco.
  • Rod rest di riserva: possibilmente portatevi due appoggiacanne. Dovesse rompersi, spannarsi la filettatura o cadervi disgraziatamente in acqua il rod rest, avete finito di pescare.
  • Dopo che avete bagnato e preparato la pastura nel miscelatore o nel secchio, mettetene una piccola quantità in un contenitore capiente ma piccolo abbastanza da non dare fastidio sul vassoio o sul tavolino. Il secchio o il miscelatore tenetelo riparato e all’ombra, possibilmente sottomano, cosicché possiate riempire facilmente il contenitore da cui riempite il feeder quando la pastura è terminata. Lo stesso varrà poer le esche. Inutile tenersi un  grosso barattolo di bigattini ad ingombrare il tavolino. Meglio travasarme una certa quantitàin un contenitore più piccolo e rifornirlo quando serve.
  • Le bobine di filo per terminali che terrete sul vassoio o sul tavolino devono essere riparate dal caldo e dalla luce. Sarà quindi buona norma conservare le scatole di cartone delle confezioni in cui vengono abitualmente venduti i monofili, e di riporvi sempre la bobina ogni volta che si è finito di usarla
  • A volte non è facile raggiungere il livello dell’acqua. Pescando dalle rive di canali, da alcune prismate, procurarvi l’acqua per bagnare la pastura potrebbe essere un problema. In macchina, per questo motivo, porto sempre una bottiglia d’acqua, non si sa mai …
  • Posizionate la nassa, se la usate, in modo da non dovervi alzare ogni volta che dovrete riporvi un pesce..

 

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