Staff

 

Home 
Attrezzatura 
Tecnica 
Stalker's Corner 
Barbel's Corner 
Spigolature 
Links 
Downloads 
Staff 

Sabino Civita (nickname: Sabino Civita)

Vigevanese, del '64, come pescatore nasco spinningofilo, contagiato da G.D. Bocchi prima e da Roberto Cazzola poi. Quando si trattò si cercare una tecnica di pesca con esche naturali, per accompagnare mio fratello Chicco sul Ticino, incapace come sono tuttora a manovrare a dovere lunghe fisse da nove, mi avvicinai al ledgering che proprio allora faceva la sua comparsa in Italia - e non l'ho più abbandonato. Vivo a Pavia e avendo il Ticino sotto casa ho a disposizione uno dei più bei fiumi d'Italia come palestra facilmente raggiungibile, anche se le piccole acque di canali e torrenti del piano sono i miei spot preferiti.

Negli ultimi anni mi sono avvicinato sempre più al carpfishing, scoprendone una sfumatura, lo stalking che per le sue caratteristiche di vera e propria "caccia" alla carpa mi dà emozioni e giornate indimenticabili

Luca Carmignani (nickname: Carmiluca)

Licenza di pesca dal 1971, cerco di curare i primi sintomi dell’artrosi passando più ore possibile a stretto contatto con l’acqua; quelli della demenza senile, li combatto progettando percorsi sempre più astrusi per fregare il prossimo pesce. C’è sempre un prossimo pesce, il problema è quando passa troppo tempo prima di incontrarlo. Per evitare che accada, mi sono imposto una ferrea cadenza di almeno due pescate settimanali; se posso, sono di più.

Dalle dentate e scintillanti vette, e fino alle placide anse che annunciano la foce, pesco dove capita. Amo tutte le tecniche di pesca sportiva, ma ultimamente mi dedico in modo particolare alla mia fiamma più recente (il ledgering) e a quella più antica (la passata).

Trovo nella pesca uno stimolo fisico e mentale, una tensione etica al rispetto dell’ambiente, una spinta a consolidare ed estendere le mie amicizie, una fonte inesauribile di serenità. Grazie pesca!  

Ferruccio Scanzio (nickname: Abramide)

Ho 43 anni, sono nato e vivo a Biella. Ho cominciato a pescare a 15 anni quando con una canna di bambù e un galleggiante a boa metà rosso e metà bianco ho salpato la mia prima trota dal vascone di un allevamento. Da allora non ho più smesso.

Dopo un inizio come passatista ho fatto per parecchi anni quasi esclusivamente pesca alla trota in torrente al tocco, a spinning e, per un breve periodo, anche a mosca e nei laghi di montagna a fondo, a spinning e con la moschera. Sono poi ritornato alla passata con le amate canne fisse, con la bolognese e successivamente ho pescato per un certo periodo anche con la roubaisienne.

Abbandonata quest’ultima mi sono dedicato al ledgering e questa tecnica mi ha talmente appassionato che ne ho fatto la principale che utilizzo, alternandola allo spinning.

Mi piace particolarmente pescare leggero, con canne flessibili e fili sottili; non disdegno alcun tipo di cattura, odio il tecnicismo esasperato sia nelle attrezzature sia nelle montature.

Ho una predilezione per i metodi di pesca a ledgering utilizzati dagli inglesi e per questo sono sempre alla ricerca di qualcosa di “originale” da sperimentare, sia nel campo delle esche sia nel campo degli accessori.

Da un paio di anni appena posso porto a pesca mio figlio perché sono convinto che avvicinare i giovani alla pesca sia importante sia per le nuove generazioni sia per dare un futuro a questa nostra “passionaccia”.

Pratico il catch and release pressochè totale per scelta e perché non mangio animali che ho conosciuti da vivi; lo consiglio ma non ne faccio un dogma: nei limiti della Legge ognuno è libero di fare che ritiene opportuno.

Non amo le competizioni di pesca perché la mia idea è che il pesce debba essere l’avversario da battere sul suo campo, non il mezzo per sconfiggere chi sta pescando di fianco a me.

Un’altra mia passione è l’enogastronomia e, nelle sessioni di pesca, cerco sempre di portare qualcosa di particolare da mettere sotto i denti e da offrire a chi pesca con me, accompagnandolo con l’immancabile bottiglia di vino.

Enrico Baita (nickname: Ricocr)

Cremonese di 44 anni, da ventanni pratico il Ledgering in tutte le sue sfaccettature,dal light all'heavy, i miei fiumi preferiti sono l'Adda l'Oglio ed il Po,si direte,sei proprio fortunato ad avere dei fiumi cosi vicino casa....eh, che vi devo dire,ogni tanto un pò di fortuna non guasta. Le mie prede preferite sono senz'altro i grossi Barbus Barbus (Barbo Europeo) che vivono nei fiumi che ho nelle mie zone sopratutto Adda e Po, e questo nel periodo invernale,nella bella stagione,mi dedico alla caccia dei grossi Cavedani dell'Oglio,ed anche alle stupende Tinche

di questo fiume,ed il tutto insidiato pescando sempre a Ledgering.

Carlo Benaglia (nickname: Mastropc)

Classe 1980, Piacentino, venni alla luce in una tempestosa nottata di Giugno nell’abitato di Monticelli D’Ongina, a meno di un chilometro in linea d’aria dalle rive del fiume Po. L’aria umida del Grande Fiume e della vicina foce dell’Adda si insinuarono nelle mie narici di neonato lasciando un ‘impronta idelebile che si sarebbe manifestata solo in futuro.

Residente a Cortemaggiore, paese adagiato nella piatta e monotona campagna piacentina, all’età di dodici anni, inizio ad innamorarmi della pesca, contagiato dalla passione per la canna fissa di alcuni amici d’infanzia.

Il riavvicinamento alle terre natali è un passo inevitabile che coincide con quattordici anni d’età e la possibilià di spostarsi in maniera autonoma grazie al mai dimenticato Piaggio Ciao. Quanti pomeriggi trascorsi sul fiume in piena armonia con la natura e in totale spensieratezza!

La mia passione cresce in maniera direttamente proporzionale alla mia evoluzione tecnica. Non ho mai avuto un vero mentore, né in famiglia (dove sono e resto l’unico pescatore da almeno 3 o 4 generazioni), né al di fuori di essa; ho sempre cercato di imparare tutto da tutti, di assorbire, come una spugna più nozioni possibili, per poi tramutarle in prove pratiche sul campo.

Compiuti i diciotto anni ed entrato in possesso del mio primo veicolo a quattro ruote, il contagio era orami avvenuto e la malattia per la pesca aveva raggiunto livelli di irreversibilità conclamata.

Dai quei giorni ad oggi, buona parte di chilometri percorsi su tutte le strade d’Italia, li ho dedicati ad un solo obbiettivo: il raggiungimento di una qualche acqua in cui nuotasse un qualche “pinnuto” degno d’esser catturato.

Ho praticato la passata, con canne lunghe e corte, a pesci sospettosi o rudi e battaglieri; mi sono innamorato da subito del ledgering e della pesca all’inglese; ho camminato per decine di chilometri in cerca di trote su torrenti appenninici e alpini armato di teleregolabile o canna da spinning. Ho cercato di imparare dagli amici agonisti, senza dimenticare le lezioni di saggezza tramandate dai “grandi vecchi” sulle sponde del fiume Po.

Con un po’ di nostalgia per tutte quelle tecniche che non riesco più a praticare, mi ritrovo, oggi, ad essere grande appassionato di ledgering in tutte le sue sfumature (di gran lunga una delle tecniche più catturanti in qualunque condizione).Saltuariamente mi ritaglio un po’ di tempo per dedicarmi al galleggiante inglese. Di recente, mi sto dedicando sempre di più a pesche specialistiche, tentando di imparare, dei numerosi amici carpisti, l’arte della selezione della specie e della taglia. In tal senso, assieme ad alcuni amici fidati conosciuti all’interno di LBFItalia, stiamo cercando di gettare le basi per codificare una “nuova disciplina” : un Barbel Fishing a misura di fiume italiano che consenta  di selezionare e portare a guadino gli esemplari di barbo europeo di taglia maggiore.

Un’impresa ardua che alimenta costantemente la fiamma della passione, mia ed altrui, per uno sport meraviglioso che ha l’innegabile pregio di metterci a contatto con la natura.

Credo abbiate capito, in fondo, chi o cosa sono?

E’ semplice: sono un pescatore, nulla di più e nulla di meno!

 

 


 

 

[Home][Attrezzatura][Tecnica][Stalker's Corner][Barbel's Corner][Spigolature][Links][Downloads][Staff]