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Carlo
Benaglia (nickname: Mastropc)
Classe
1980, Piacentino, venni alla luce in una tempestosa
nottata di Giugno nell’abitato di Monticelli D’Ongina,
a meno di un chilometro in linea d’aria dalle rive
del fiume Po. L’aria umida del Grande Fiume e della
vicina foce dell’Adda si insinuarono nelle mie narici
di neonato lasciando un ‘impronta idelebile che
si sarebbe manifestata solo in futuro.
Residente
a Cortemaggiore, paese adagiato nella piatta e monotona
campagna piacentina, all’età di dodici anni, inizio
ad innamorarmi della pesca, contagiato dalla passione
per la canna fissa di alcuni amici d’infanzia.
Il
riavvicinamento alle terre natali è un passo inevitabile
che coincide con quattordici anni d’età e la possibilià
di spostarsi in maniera autonoma grazie al mai dimenticato
Piaggio Ciao. Quanti pomeriggi trascorsi sul fiume
in piena armonia con la natura e in totale spensieratezza!
La
mia passione cresce in maniera direttamente proporzionale
alla mia evoluzione tecnica. Non ho mai avuto un
vero mentore, né in famiglia (dove sono e resto
l’unico pescatore da almeno 3 o 4 generazioni),
né al di fuori di essa; ho sempre cercato di imparare
tutto da tutti, di assorbire, come una spugna più
nozioni possibili, per poi tramutarle in prove pratiche
sul campo.
Compiuti
i diciotto anni ed entrato in possesso del mio primo
veicolo a quattro ruote, il contagio era orami avvenuto
e la malattia per la pesca aveva raggiunto livelli
di irreversibilità conclamata.
Dai
quei giorni ad oggi, buona parte di chilometri percorsi
su tutte le strade d’Italia, li ho dedicati ad un
solo obbiettivo: il raggiungimento di una qualche
acqua in cui nuotasse un qualche “pinnuto” degno
d’esser catturato.
Ho
praticato la passata, con canne lunghe e corte,
a pesci sospettosi o rudi e battaglieri; mi sono
innamorato da subito del ledgering e della pesca
all’inglese; ho camminato per decine di chilometri
in cerca di trote su torrenti appenninici e alpini
armato di teleregolabile o canna da spinning. Ho
cercato di imparare dagli amici agonisti, senza
dimenticare le lezioni di saggezza tramandate dai
“grandi vecchi” sulle sponde del fiume Po.
Con
un po’ di nostalgia per tutte quelle tecniche che
non riesco più a praticare, mi ritrovo, oggi, ad
essere grande appassionato di ledgering in tutte
le sue sfumature (di gran lunga una delle tecniche
più catturanti in qualunque condizione).Saltuariamente
mi ritaglio un po’ di tempo per dedicarmi al galleggiante
inglese. Di recente, mi sto dedicando sempre di
più a pesche specialistiche, tentando di imparare,
dei numerosi amici carpisti, l’arte della selezione
della specie e della taglia. In tal senso, assieme
ad alcuni amici fidati conosciuti all’interno di
LBFItalia, stiamo cercando di gettare le basi per
codificare una “nuova disciplina” : un Barbel Fishing
a misura di fiume italiano che consenta di
selezionare e portare a guadino gli esemplari di
barbo europeo di taglia maggiore.
Un’impresa
ardua che alimenta costantemente la fiamma della
passione, mia ed altrui, per uno sport meraviglioso
che ha l’innegabile pregio di metterci a contatto
con la natura.
Credo
abbiate capito, in fondo, chi o cosa sono?
E’
semplice: sono un pescatore, nulla di più e nulla
di meno!
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