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C'è crisi, c'é molta crisi ...

(24/11/2008)

 

 

Mi piaceva molto il Profeta di Quelo, il fantastico personaggio di Corrado Guzzanti che cominciava il suo sermone con “c’è crisi, c’è molta crisi …”.

Non preoccupatevi, non vi parlerò di mutui subprime e Lehman Brothers, e neppure della Cina che, anche lei, taglia i posti di lavoro. Perché la crisi di cui voglio parlarvi è tutt’altra e non è recente, quella della pesca.

Dopo l’abbuffata degli anni '80-'90, in cui bastava dire “pesca” e ti si aprivano le porte delle televisioni, le pubblicità fioccavano, le riviste tiravano 100.000 copie e i negozi eran pieni di gente, c’è crisi. E badate, mica da oggi. Questa frase me la sento ripetere dagli addetti ai lavori non da quest’anno, ma almeno da cinque o sei! La gente non va più a pescare. Anzi: nessuno va più a pescare (queste son le parole esatte). Ma ne siamo sicuri? Mi vien quasi da pensare che molta della “crisi della pesca” tanto dolentemente maledetta da molti addetti ai lavori, altro non sia che una certa miopia dovuta proprio all’adagiarsi sul periodo delle vacche grasse di quegli anni.

Invece, dopo un innegabile periodo di stasi, anno dopo anno io vedo sui fiumi sempre più gente che pesca (piene permettendo …), certo non moltitudini ai livelli di vent’anni fa, ma a mio parere c’è una certa crescita, lenta ma visibile, almeno nelle mie zone. Sul territorio nazionale del resto la FIPSAS ha aumentato, nel 2007, i suoi iscritti di diverse migliaia di unità, e di sicuro non si tratta di agonisti di pesca al colpo (che forse non diminuiscono, ma sicuramente non ringiovaniscono, nel senso che son sempre gli stessi da anni). Visto che la Federazione non ha acquisito tutte ‘ste acque da giustificare la presenza di queste nuove tessere solo per poter pescare laddove bastava solo la Governativa, si tratta di nuovi pescatori.

Restando alla FIPSAS, ci sarà pure crisi, ma se è vero che è quando le cose si fanno difficili che bisogna darsi una mossa, la Federazione ha rilanciato, offrendoci un Mondiale addirittura faraonico, che ha ricevuto complimenti da tutti, per l’organizzazione e per come si è svolto. Non abbiamo vinto? Quasi quasi è meglio così, alla lunga un evento che non ha su di sé il “peso” della critica, a volte solo invidiosa, di campionato fatto su misura per far vincere la Nazione organizzatrice, può solo dare maggiore credibilità e lustro. C’è crisi? Sarà, ma per non saper né leggere e né scrivere io FIPSAS non mi metto alla finestra a guardare, ma rilancio con un bel Mondiale! Forse ai “pescatori della domenica” (che sono molti, molti più degli agonisti, ed è ora che la Federazione se ne faccia una ragione) questa cosa interessa poco. Ma è un buon inizio, anzi un buon modo di porsi verso un inizio.

Per non parlare delle community di pescatori sui vari siti e forum … sono tantissime! Provate a digitare “pesca” o “pescare”, “spinning”, “carpfishing”, “ledgering” su Google, o molto più semplicemente, nella ricerca di forum in Forumfree o Forumcommunity. C’é crisi?

Abbiamo ora anche un canale di pesca in chiaro su satellite … C’è crisi?

Non ci sono mai state tante riviste di pesca in edicola … Quattro solo di carpfishing! C’è crisi?

Non voglio dire che la pesca sia tutta rose e fiori, ma se la pesca è così abbandonata, vilipesa, senza risorse, come mai tutti fanno la corsa a pubblicare riviste, e organizzare eventi, e fondare siti, e creare associazioni, e girare video … la domanda è perlomeno lecita: c’è crisi?

 

Non sono un utopista, non credo siamo nel migliore dei mondi possibili. Non ci sono più i pesci di una volta. Ed è un peccato, anzi una vera e propria disgrazia. Non ci sono più come tipologia e anche come numero. Tuttavia, sarà perché di inquinamento industriale ce n’è decisamente sempre meno (le industrie chiudono …), ed una delle cause di diminuzione ittica ha perso molta forza, ma non avete anche voi l’impressione, che se non di un miglioramento delle cose, almeno dell’arresto di questo fenomeno peggiorativo siamo un po’ tutti testimoni? Vero, si prendono aspi al posto di cavedani, le “vole” di migliaia di savette che rendevano d’argento il Fiume Azzurro sono nella pancia dei graziosi e morbidi e ultraprotetti cormorani, e altre amenità del genere. Ma di contro ci sono iniziative che cominciano a funzionare, da qualche parte si rivedono pighi e savette, il carassio, in alcune zone, non è più l’unica specie presente, e il barbo e la carpa non mancano per nessuno. A pescare ci andate anche voi, come me, a giudicare dai report nel forum, ci sono fiumi in cui le cose sembrano quasi migliorare. Minor prelievo, meno inquinamento, maggiore attenzione, le autorità che, seppur raramente, qualche multa ogni tanto la danno ancora, niente di eclatante, e ancora insufficiente, ma da qualche parte bisognerà pur cominciare. Piano piano, poco poco, come dice Marzullo. Perché ci sono i pescatori, la loro passione, non la loro unità come movimento con riscontri nella politica nazionale – e forse è meglio così; sbaglierò, ma dei movimenti che alla fine si buttano in politica io mi fido poco – ma la voglia di andare a pescare, che è poi quello che conta davvero.

Forse a esagerare col parlare per tanti anni di “crisi della pesca”, confondendola con la crisi delle vendite delle roubaisienne o delle riviste, ora che una crisi economica è alle porte, e riguarda pescatori e non, si rischia di fare un po’ come Tafazzi e la sua bottiglia. E si rischia anche di non accorgersi che ci sono centinaia di migliaia di persone che non si aspettano nulla, ma se proprio qualcuno volesse far qualcosa, che gli si dia un modo un po’ migliore (solo un po’) per andare a prendere qualche pesce su un fiume.

 

Vi lascio col Profeta di Quelo, e agli “addetti ai lavori” come me dico di fare attenzione, che a esagerare crisi a destra e a manca ci si ritrova sciroccati come lui.

 

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Sabino Civita 

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