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Greys Prodigy Feeder 11'-13'

di Luca Carmignani

 

Caratteristiche

Colpo di fulmine. Non saprei descrivere diversamente il primo impatto visivo e tattile con questa Greys, non appena l’ho estratta dal fodero.

Ho osservato attentamente il corto tallone, apprezzandone il manico in sughero con riporti in EVA e tappo finale in metallo, con l’incisione a laser del marchio: tutto molto elegante, come lo stacco che, alla legatura dell’hook retainer, si produce fra la trama del carbonio, bene in vista nel segmento del calcio che esce dall’impugnatura, e l’antracite opaco della parte rimanente; raffinato anche il portamulinello a scomparsa, naturalmente Fuji come del resto tutta l’anellatura.

Ho poi esaminato con cura i quattro quiver in dotazione: 2 in glass, da ½ e da ¾ di oncia, e due in carbonio, da 1 e da 2 once. Cosa che si riscontra raramente su canne che offrono un ventaglio così ampio di quiver, tutti e quattro si raccordano perfettamente alla curva di azione della canna.

Mentre scorrevo con lo sguardo e con le dita i due elementi intermedi (quello centrale, lungo e non troppo conico, e il sottovetta, lungo in rapporto alle dimensioni della canna), potevo apprezzare la perfezione delle legature e la corretta progressione degli anelli, a ponte triplo e basso sul fusto.

A dirla tutta, avevo qualche perplessità a proposito del prolunghino, che dà a questa canna una configurazione inusuale per il mercato italiano, ma normalissima per quello inglese. E invece, ad entrambe le lunghezze la canna si rivela compatta ed armonica, con una rapidità sorprendente per una light (se usata a 11 piedi), ed una grinta insospettabile con il prolunghino, che aumenta la potenza del calcio e la sensazione di affidabilità nella gestione delle zavorre massime per cui la canna è progettata. A 11 piedi, il peso della canna è di 165 grammi, che salgono a 215 con l’inserimento della prolunga. Anche questi valori la dicono lunga sulla qualità del carbonio impiegato.

Prove pratiche

Lancio: per effettuare queste prove ho abbinato alla canna uno Stradic di taglia 3000, caricato con filo dello 0.20. Ho iniziato con la canna a 11 piedi, alternandovi tutti i quiver e ottenendo lanci di lunghezza variabile, ma tutti assai precisi e morbidi, con pesi dai 10 ai 50 gr. In questa configurazione, in fase di lancio, la canna dà il meglio di sé con zavorre fra i 30 e i 40 gr., che carica alla perfezione e spara rapidamente senza alcuno sforzo. Con l’inserimento del prolunghino, ed il quiver in carbonio da 2 once, ho raggiunto la distanza massima con 50 gr. di peso, il tutto con l’impressione di un’affidabilità totale, e di un lieve margine ulteriore di carico.

Gestione del pesce: dovendo essere sicuro di catturare, ho scelto un laghetto della zona, ricco di carpe anche di buona taglia. Ho iniziato con canna a 11 piedi, quiver da ½ oncia, carp feeder da 14 gr, finale dello 0.12 (assurdo per l’occorrenza, ma volevo verificare come la canna gestisse finali sottili). Ho poi inserito il prolunghino, il quiver da 1 oncia, un feeder dello stesso peso e finale dello 0.18, spostando di venti metri in avanti la linea di pesca.

Sono venute a guadino carpe intorno ai 4 chili, con un po’ di pazienza nel primo caso, assai più spedite nel secondo; ad entrambe le lunghezze, applicando alla canna la massima pressione si ottiene una curva armonica, bella a vedersi, quasi senza fine, che fiacca la resistenza del pesce ammortizzando benissimo lo stress del finale.

Considerazioni finali

Nella misura di 11 piedi, questa Greys è una canna di lusso per la pesca delle carpe invernali in laghetto, con ami piccoli e finali sottili (e, valutandone la sensibilità di rilevazione delle tocche e la rapidità della risposta, ben si capisce che le recensioni inglesi la indichino come una delle migliori canne per la pesca a distanza della breme). Alla stessa lunghezza, è perfetta per il misto in canale, non temendo affatto l’intrusione, fra carassi e scardole, della carpa di buona taglia. A 13 piedi, è la canna ideale per barbi, cavedani, pighi e savette in fiumi dalla corrente moderata; oltre che nel mio Serchio, la vedrei benissimo in situazioni di pesca come quelle dell’Adda sopra la diga di Pizzighettone, in Oglio, in Ticino in condizioni di acqua bassa ecc.

Il prezzo (200 euro, che possono però diventare una trentina in meno, sapendo cercare) non è indifferente, ma il valore dell’attrezzo non fa rimpiangere la spesa. Tutt’altro. Unico neo, a mio parere, la mancanza di un tubo da trasporto, magari in cordura, che sarebbe d’obbligo per una canna di questo livello, a costo di farne aumentare il prezzo di una decina di euro: invece, nulla più di un fodero di normalissima stoffa, che è un po’ come vestire una modella con un abito del mercato…

 

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