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Colmic Long Cast Feeder

di Sabino Civita

Caratteristiche

La Colmic Long Cast Feeder è una 13 ft. (circa 390 cm) che si presenta subito come un prodotto in molti particolari ben curato e non certo di fascia bassa. Custodia in tessuto “vellutato” (sintetico), tips accuratamente riposti ognuno nella sua propria custodia in plastica trasparente, un manico di buon sughero piacevole al tatto, tanti anelli (18 compresi quelli dei tips), dal ponte molto basso, ben disposti a seguire la curva ideale di flessione della canna, un portamulinello robusto. E’ una canna in due pezzi di uguale misura, più i tips, per un ingombro importante, 170 cm, che la rende poco agevole da trasportare, ma che garantisce una miglior curvatura del’attrezzo avendo un unico punto di interruzione della curva ideale di piegatura sotto sforzo. L’unico innesto è a baionetta, e mi sia consentito dire che, su una canna di questa levatura, ci saremmo aspettati un più nobile (e tecnicamente valido) spigot, ma tant’é.

I vettini in dotazione sono quattro, da 2 ½, 3 ½, 4 e 5 once, i primi due in fibra e gli ultimi in carbonio, sottolineando la vocazione alla potenza dell’attrezzo della marca fiorentina, e l’azione della canna è certamente adeguata alla potenza di casting, rendendola altresì adatta all’impegno con grosse prede, a mio parere particolarmente nella ricerca di grossi barbi nei profondi e impetuosi fondali dei grandi fiumi del nord italia. Tuttavia mi pare adattissima – e mi riprometto di testarla a breve – anche nell’uso di pasturatori method per insidiare le carpe di taglia. Non è certo una canna leggerissima, il produttore non ne dichiara il peso, ma a occhio e croce dovrebbe superare i tre etti e mezzo, più o meno come una 12 ft -2 ¾ lbs da carpfishing. Del resto per avere potenza di lancio e gestione delle grosse prede a qualcosa bisogna pur rinunciare.

Per la Colmic Long Cast Feeder sono consigliati dalla Casa monofili o trecciati da 6 a 12 libbre e terminali da 4 a 12 libbre. Io mi sento di aggiungere che, vista la rigidità del blank, la preferisco usare con monofili invece dei trecciati: la maggiore elasticità del nylon mitiga un poco il robusto nerbo della canna in fase di ferrata e soprattutto di guadinamento del pesce. Aggiungo anche che vede la sua accoppiata migliore con mulinelli di classe 3500 o meglio 4000, magari con bait-runner.

Prova in pesca

Ho usato questa canna diverse volte, e su diverse prede, e devo dire che l’apparenza per una volta non inganna. Capace di lanciare molto bene i pesanti pasturatori a cui è stata dedicata, ha anche una sufficiente riserva ammortizzante necessaria a non far slamare la preda per mancanza di elasticità quando quest’ultima è a tiro di guadino. Certo, gli ultimi 50 centimetri di canna prima del sughero sono veramente "tosti" da piegare, ma non dimentichiamo che che non è un attrezzo per il marginal fishing sottoriva (infatti si chiama Long Cast ...), deve potere lanciare lontano grossi pesi, e alla prova del pesce non posso dire che la rigidità della canna mi abbia fatto perdere qualche preda. In una sola occasione ho avuto qualche dubbio dovuto a frequenti slamature nella stessa sessione di pesca, adoperando però piccoli ami del 20 senza ardiglione e in definitiva non mi sento di dare tutte le colpe alla canna che ben altre soddisfazioni mi ha dato.

Con questa canna infatti, in una sessione autunnale di pesca in Adda ho avuto la fortuna di incannare diversi barbi europei, di cui un paio decisamente belli, stimabili due chili e mezzo e tre chili. La lotta è stata dura e bella, e la Colmic Long Cast Feeder non ha fatto un plissé, o meglio ha fatto tutte le "pieghe" che servivano, nonostante il barbo più grosso non avesse nessuna voglia di farsi guadinare, mettendo a dura prova l’attrezzatura (e il mio braccio) con ripetute e furiose fughe sottoriva.

 

Ci piace, non ci piace

E’ quindi facile intuire che di questa canna mi piacciano molte cose, dai materiali alla cura costruttiva, dalla bella sensazione di potenza alla sobrietà del look, dai quattro tips all'accurata anellatura. Unico appunto, importante ma già sottolineato, la mancata adozione di un innesto spigot che avrebbe reso il tutto veramente perfetto. Però, forse, anche un hook retainer ...

Ne approfitto per ringraziare la Colmic per averci permesso di utilizzare le immagini del suo catalogo, evitando al sottoscritto di improvvisare uno studio fotografico per l'occasione.

 S.C.