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Berkley Cherrywood Feeder 420

di Sabino Civita

 

Caratteristiche

Se siete conoscitori ed amanti del mondo a quattro ruote, visti i cromosomi assolutamente americani della Berkley, questa canna è un Hummer, non una britannica Range Rover. Sostanza e poca forma, e al contrario del costosissimo Hummer, questa canna mantiene il prezzo assolutamente concorrenziale della serie (da spinning) Cherrywood di casa Berkley. Ma andiamo con ordine.

A prima vista la Cherryvood non colpisce certo per eleganza e finezza, il grezzo è di buon diametro, le legature, il portamulinello, l'anellatura, sono abbastanza ben fatti e di discreta qualità, ma non colpiscono certo l'occhio. Quello che attira della Cherry è che si capisce subito di trovarsi dinnanzi ad un "cannone" fatto per le forti correnti, i grandi fiumi e I bei barbi europei.

La canna è in tre pezzi, con il primo innesto a cappuccio, il secondo a spigot (un vero spigot) e il terzo, quello dei quiver, ovviamente push-in. Ha tredici anelli, compreso l'apicale, di cui sette a ponte doppio, in simil-SIC. Il primo anello, da 25 mm, è abbastanza impressionante, forse inutile in quel diametro così esagerato, considerando poi che è posto a grande distanza dal mulinello, e che quindi l'angolo che il filo forma tra anello e archetto è necessariamente molto basso, che non abbisogna di tanto "buco" per far scorrere agevolmente le spire delle lenza. I cinque (5!) vettini in dotazione. tre in nylon e due in carbonio, sono dotati di anelli di diametro sufficiente a farci passare il nodo di shock leader - e questo, su una canna del genere, con casting da 150 grammi veri, è gia un saggio accorgimento.

I vettini in dotazione sono ben cinque. Tuttavia, in una canna del genere, quelli in fibra hanno poca utilità, ma è apprezzabile la dotazione in rapporto al costo della canna

Nella foto potete vedere il diametro dell'apicale della Cherywood (tip verde a sinistra) confrontato con quello di quella della Colmic Long Cast Feeder (tip giallo). Un foro più largo agevola il passaggio dello shock leader

Tornando ai vettini, sarà anche imprssionante trovarsi cinque tips in dotazione, tuttavia i tre in fibra, su un cannone del genere, direi proprio che non servono ad un beneamato - a meno di volerla usare in mare, sia da riva che da natante, per pesci forti ma dall'abboccata flebile.

Prova in pesca

Questa Berkley è una canna che ti depista. Potente è potente, e quindi ti immagineresti che questa specie di paletto non abbia un'azione degna di questo nome - e ti sbaglieresti di grosso. Il grezzo, anche se sembra impossibile, si piega eccome, persino il pezzo dell'impugnatura, che sembra rigido come un manico di scopa, fa il suo lavoro (bene, lo fa molto bene) sia  durante il lancio che nel recupero del pesce. Certo, se volete vederla piegata servono bei pesci presi in un tumultuso scorrer d'acqua non cavedanelli da tre etti in un correntino da 30 grammi, ma la Cherrywood è fatta proprio per questo compito: pesci grossi in grossi fiumi. Una cosa che invece lascia un po' perplessi, ovvero l'azione dei vettini, praticamente ad "unghia di gatto". Pur senza "spezzare" la curva della canna sotto sforzo all'innesto, i tips della Cherrywood, a causa della loro elevata conicità, si flettono molto in punta, e pur senza pregiudicare il comportamento in pesca, fanno un "certo effetto" su una canna così potente.

Le Cherrywood sono tre, la 420, la 450 e la 480, e delle tre, a mio parere, la "piccolina" resta la migliore, poiché fa sentire un po' meno quello che è forse l'unico vero difetto di questa canna: la bilanciatura: La canna è pesante, e questo ci può stare visto il tipo di attrezzo, ma con un blank così conico tutto ti aspetteresti tranne che sentirla "tirare in avanti". Cosa che la Cherrywood fa. Per il resto sono tutte rose e fiori, a patto di non usare terminali micrometrici, la Cherrywood vi darà solo gioie. Lo so, a tanti non piace il suo aspetto grossolano, ma ragazzi, state comprando un fuoristrada vero, non un SUV da fighetti per girare i bar.

Ci piace, non ci piace

Premesso che, a cercare, la si trova innegozio a tra i 75 e gli 85 euro, e che le sue dirette concorrenti di pari lunghezza e casting possono costare anche il doppio, direi che una cosa che ci piace l'abbiamo subito trovata. Ed è proprio guardando al prezzo che si ... apprezzano (scusate..) alcuni particolari che altrimenti passerebbero come normali, sia a livello di finiture che di dotazione. Gli anelli non saranno Fuji, ma sono buoni, lo stesso dicasi per la placca. Dei cinque vettini, tre sono pressocché superflui, ma cavoli, sono cinque, al limite abbiamo una riserva di apicali e di anellini da sostituire. E poi la canna funziona, fa il suo lavoro, che non è di cesello ma di cazzuola, e lo fa bene.

Restando in argomento: tuttavia, se, con gli stessi soldi, ci avessero dato "solo" tre vettini, tutti e tre in carbonio, sarebbe stato meglio. E fra i "non ci piace" metterei anche il peso - ma soprattutto la bilanciatura - e la "strana" curva dei tips.

S.C

 


 

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