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Daiwa Tournament Airity

di Luca Carmignani

 

 

La nuova Tournament Airity Feeder (TNAIF135QLD) ha una lunghezza di 13,5 piedi (412 cm.), e dispone di un grezzo in carbonio ad altissimo modulo (HM 65) con tecnologia Super MSG (Multi Strand Graphite), a bassa incidenza di resine. Il look è innovativo, con soluzioni strutturali che, a partire dall’impugnatura priva di copertura in sughero o di inserti in materiale sintetico, conferiscono all’attrezzo un’estetica insolita nel parco delle feeder rod., e dall’impatto accattivante.

L’altissima qualità del grezzo si percepisce già ad una prima valutazione delle caratteristiche di peso e di bilanciatura della canna: 234 grammi per una power action di questa lunghezza rappresentano un traguardo di assoluta eccellenza. La struttura del calcio, con un profilo di forte conicità, assicura alla canna una bilanciatura perfetta, che ne rende semplice e gradevole l’utilizzo, anche in sessioni prolungate e impegnative, come quelle per cui essa è vocata.

Equipaggiata con un Team Daiwa Match 3012, del peso di 335 grammi, la canna ha il suo punto di bilanciatura a 25 cm. dal piede del mulinello.

L’anellatura si compone di 15 anelli Fuji in SiC, disposti uno sul calcio, alla distanza di circa 60 cm. dal portamulinello, 4 sul pezzo centrale e 4 sul porta-quiver, mentre i restanti 6 sono posizionati sul quiver tip. L’anello sul calcio e i primi due sul pezzo centrale sono a gambo doppio, tutti gli altri a gambo singolo. La distanza fra gli anelli è perfettamente adeguata alla curva d’azione della canna. I quiver tip sono due, uno in nylon, rifinito in giallo e adatto all’impiego in acqua ferma o lenta e con zavorre fino a 40 grammi, e l’altro in carbonio, rifinito in rosso, più indicato in correnti sostenute o per l’impiego di zavorre fino ai 90 grammi indicati dalla Casa. Da sottolineare che, nonostante la potenza del grezzo, la curva d’azione della canna si mantiene perfettamente armonica anche col quiver in nylon.

 

 

Altri particolari di classe Tournament sono il portamulinello ergonomico Fuji su esclusivo design Daiwa (montato anche sulle Airity Match e Trota-lago), gli innesti a spigot secondo la tecnologia V-Joint, l’hook retainer in acciaio con o-ring in caucciù, la borchia con grip sul tallone che incrementa la bilanciatura dell’attrezzo, ma anche la velocità e la precisione del lancio.  

Ma poiché l’impiego di tanta tecnologia si può “sentire” e adeguatamente apprezzare solo all’atto pratico, abbiamo testato la canna per circa due mesi e in situazioni assai diversificate, in modo da evidenziarne le risorse tecniche e la flessibilità d’utilizzo: riporteremo qui, a titolo esemplificativo, le impressioni di due sessioni in fiume (alla ricerca di cavedani e barbi nel primo caso, di channel e carpe nel secondo) e di una in lago, a carpe ed amur col method.

Nella prima occasione, (una pescata nel Serchio lucchese) la canna è stata montata col quiver in nylon, dato l’impiego di Black Cap tra i venti e i quaranta grammi; un metro di terminale G-Line dello 0,12 montato su un twisted loop in feeder gum da 4 libbre, ed amo Gamakatsu 120 h del 18, per la presentazione di due bigattini, completavano l’offerta.

Durante questa prova, movimentata dall’arrivo di alcuni grossi cavedani e di un bel barbo, abbiamo apprezzato l’estrema rapidità di rilievo delle tocche e la velocità in ferrata, tanto che le “ciccate”, così frequenti pescando cavedani, si sono ridotte al minimo; ma quel che più ci ha colpito è la facilità con cui una canna così potente si mostra in grado di gestire terminali sottili e ami piccoli, grazie all’elasticità del pezzo centrale che, appena sollecitato, entra in azione assorbendo benissimo le testate e le ripartenze dei pesci; specie nelle fasi terminali della cattura, col pesce sottosponda, la canna è capace di ammortizzare gli scatti convulsi del pinnuto, riducendo il rischio di slamature o di rotture del terminale.

 

 

La seconda prova in fiume si è svolta sul campo di gara di Calcinaia, in un Arno pisano per la verità poco in forma, con piena in arrivo. L’impostazione scelta (pastella per esca e pastura con piombo secco su terminale in power gum ESP Da 14 libbre, finale dello 0.20 e ami adeguati alle proporzioni dell’innesco) ha fruttato alcune belle catture di channel e qualche carpa; anche in questa occasione, la Airity è apparsa pienamente a proprio agio, gestendo in maniera impeccabile il recupero di pesci di taglia, aiutati dalla massa d’acqua e dalla corrente in aumento.

Il terzo test (che per la verità si è protratto per tre differenti giornate) ha visto la Airity Feeder alle prese con le carpe e gli amur di un lago FIPSAS posto nel medio Valdarno, una trentina di km. a monte di Firenze. L’ampiezza dell’invaso e la linea di pastura del pesce hanno richiesto di  impostare la pesca a circa quaranta metri da riva, con l’impiego di float method (autocostruiti o ottenuti spiombando quelli in commercio), per sfruttare la tendenza di carpe ed amur a salire negli strati superficiali dell’acqua per intercettare le palle di pastura che venivano fiondate come richiamo. Per quanto privo di piombo, un method ben farcito di pastura raggiunge un peso assai vicino al limite di cast dichiarato per la Airity Feeder; oltre al peso, c’è da considerare la massa non indifferente di una “zavorra” simile, non certo aerodinamica e quindi scomoda da lanciare..

 

 

Eppure, la canna ha reagito con la massima disinvoltura, assorbendo perfettamente le torsioni e la spinta del lancio e garantendo una precisione assoluta sia nella gittata che nella direzione.

I pesci hanno risposto bene all’approccio descritto, offrendoci molte mangiate “in calata”, e questo ha permesso di apprezzare un’altra dote di spicco della Airity Feeder: la sensibilità alle tocche, che venivano percepite con chiarezza e si traducevano in ferrate tempestive.

Vittime (o collaboratori) di questo test, oltre alle carpe, sono stati alcuni discreti amur, le cui tipiche ripartenze in prossimità del guadino hanno tolto ogni dubbio sulla capacità della canna di garantire un totale controllo anche in situazioni critiche.

 

 

Ci piace, non ci piace

Ci piace: In definitiva, si parla di una gran canna, che giustifica pienamente l’impegno economico del suo acquisto, assicurandoci grande piacevolezza d’uso e, soprattutto, prestazioni al top nelle condizioni tecniche più disparate.

Non ci piace: per un attrezzo di questa levatura (e di questo costo!) non è ammissibile un fodero ordinario, per nulla protettivo e piuttosto bruttino…

 

Scheda tecnica

Nome: Daiwa Tournament Airity

Lunghezza: 412 centimetri

Numero anelli: 15 compreso l’apicale

Struttura anelli: Fuji Alconite

Materiale blank: Carbonio HM46

Potenza di casting: da 20 a 90 grammi

Vettini in dotazione: 2

Prezzo: 522 euro

Distributore: Fassa

Indirizzo: Via Lampedusa, 11/A 20141 Milano

Telefono: 02.8470911

e-mail: info@fassa.it

Website: www.fassa.it

L.C.

 


 

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